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Care lettrici, cari lettori,

eccoci giunti all’ultimo appuntamento prima della pausa estiva. Tanti i libri che presentiamo in questa sede e che sono disponibili per il prestito.

Partiamo come sempre con la narrativa italiana e non possiamo non menzionare l’ultima indagine del commissario Montalbano. Ad un anno di distanza dalla morte di Andrea Camilleri, esce per volontà dello scrittore Riccardino. Lo scrittore siciliano i aveva consegnato alla casa editrice fin dal 2008 il manoscritto, lo aveva successivamente rivisto nel 2016 aggiornandone il linguaggio e una parte della trama. Quello che noi oggi leggiamo è un testamento spirituale che lo scrittore consegna ai suoi lettori, per la prima volta il rapporto tra scrittore e personaggio narrativo diventa centrale nello svolgimento del romanzo e dell’indagine, la quale si concluderà con un esito che lascerà i lettori sicuramente molto sorpresi.

Per restare sempre nel genere poliziesco segnaliamo Maurizio De Giovanni, Vuoto, Einaudi editore.  Il caso di cui devono occuparsi i Bastardi parte quasi in sordina: un’insegnante, appartenente alla buona borghesia napoletana, scompare nel nulla una sera. Il caso strano è che a denunciarne la scomparsa non sia il marito, ricco industriale ”arrivato” e noto in città per la molta beneficenza, ma una collega ed il vicepreside della scuola stessa. Dopo un primo momento di incertezza, qualcosa convince la squadra che la scomparsa della donna sia misteriosa ed inquietante, e partono con le indagini. Thriller e genere noir che come sempre sa tenere il lettore sulla corda.

Altro thriller, ambientato a Roma è quello scritto dal regista turco ormai da decenni residente in Italia Ferzan Ozpeteck, Come un respiro, Mondadori. Tutto si svolge fra Istambul e un appartamento nel quartiere di Testaccio, la casa, da due anni, di proprietà di Sergio e Giovanna. Ma è principalmente la casa a diventare il luogo fisico e spirituale di tutte le storie che si svelano pagina dopo pagina in questo ultimo romanzo del celebre autore turco. Una domenica come tante, un pranzo fra amici, tre coppie molto unite si apprestano a passare del tempo insieme, intrecciando le proprie vite, dove fanno capolino però, qua e là, quasi con noncuranza, tradimenti, gelosie, amicizie, rimpianti, temi a cui siamo abituati nelle opere di Ozpetek regista.

Per chi fosse invece interessato ad un thriller storico segnaliamo di Marcello Simoni, La selva degli impiccati, Einaudi editore. In una Parigi misteriosa del gennaio 1463, il poeta François Villon fissa la sommità del pozzo all’interno del quale è stato segregato dalla giustizia parigina. Fra qualche giorno il suo collo verrà posto in omaggio alla “Grande Impiccheria”, a causa dei reati da lui commessi. Ormai rassegnato, rivolge una preghiera alla Vergine Maria, quando all’improvviso la voce del guardiano interrompe le sue ultime preghiere. Ambientato nella Francia medievale della seconda metà del XV secolo, “La selva degli impiccati” è un romanzo curato e interessante, animato da intrighi, vendette e barbarie.

Continua la saga della fortunata serie ambientata nella ridente località pugliese di Polignano. Luca Bianchini ha infatti pubblicato con Mondadori Baci da Polignano. Ninella e don Mimì tornano a far parlare di loro, in tutti i sensi, perché Polignano è un paese piccolo, dove nessuno si fa gli affari propri. Per cui, quando viene lasciato dalla moglie Matilde (che fra l’altro non ha mai amato e lo ha tradito col tuttofare Pasqualino), il re dell’impero della patata si trasferisce a vivere da solo e può finalmente vedere Ninella, l’amore della sua vita. Un matrimonio mancato, il loro, perché i genitori si erano messi di traverso, che però non ha impedito ai due di diventare consuoceri, dato che il figlio di lui, Damiano, e la figlia di lei, Chiara, si sono sposati qualche anno prima. In questo romanzo, che è il continuo dei fortunati Io che amo solo te e La cena di Natale (entrambi presenti nella nostra biblioteca), di cui sono state tratte anche le rispettive trasposizioni cinematografiche, ritroviamo tutti i personaggi principali, alle prese con le loro rocambolesche avventure.

Matteo Bussola, L’invenzione di noi due, Einaudi editore. Milo e Nadia, questi i nomi dei protagonisti, sono sposati da quindici anni e, come talvolta capita nelle coppie, non sono più i ragazzi che si erano conosciuti e poi desiderati e amati a tal punto da voler diventare l’uno la metà mancante dell’altra per tutta la vita.  Una storia nata con una corrispondenza speciale fra i banchi di scuola, senza vedersi né conoscersi, se non attraverso le loro parole. Milo non si rassegna, non accetta che un amore come quello che lo lega a Nadia possa diventare soltanto un ricordo malinconico, schiavo di un presente frustrato, insoddisfatto, pieno di silenzi e di vuoti che riempiono una distanza sempre più grande e dura da tollerare. Marito e moglie che non si guardano più, non si sfiorano, si pongono come estranei l’uno rispetto all’altra.  È per questo motivo che, un giorno, Milo decide di fingersi un altro, inviando una mail a Nadia e firmandola con il nome di Antonio. Inscena un errore nell’indirizzo del mittente e dà vita così a una corrispondenza nuova e segreta, proprio come era accaduto all’inizio della loro storia, ma lontano stavolta dai banchi di scuola. Una storia che potrebbe essere quella di ciascuno di noi: amanti che rischiano di perdere per sempre la persona più importante della loro vita. Ma può un amore tramutare in cenere e la cenere di nuovo in amore?

Un’altra favola dolce amara è quella pubblicata da Stefano Benni con Giura, Feltrinelli editore. Febo ha tredici anni e vive insieme ai nonni in un piccolo borgo sull’Appennino all’ombra dei Castagni Gemelli, popolato da leggende paurose e da un’umanità bizzarra e variopinta: ci sono Bue e suo padre Chicco, Slim e i sette fratelli Carta, Pietrino detto Zanza che di Febo è il più caro amico, Celso l’indio silenzioso con il suo cavallo Strappafiori. E poi c’è Ca’ Strega, dove vive Luna, muta e selvaggia, con la sua stravagante famiglia capeggiata da una nonna dotata di poteri magici. Un libro che parla di amori, ricordi, bugie ed incontri, nel quale  l’amore è una magia, una giovinezza che torna sempre.

Chiara Gamberale, Come il mare in un bicchiere, Feltrinelli editore. La scrittrice ci porta passo passo a rivivere i nostri giorni di quarantena attraverso i suoi. Descrive in modo rapido ma assai profondo, tutto il disagio, le emozioni e le dinamiche psicologiche che sono riaffiorate durante il periodo “di fermo”. Ci spinge a capire i ragionamenti e le situazioni in cui tutti ci siamo ritrovati, invitandoci a raccontare a noi stessi e di noi stessi, tutte quelle parti caratteriali, abitudini e modi di fare che dovrebbero o potrebbero cambiare. Un diario quotidiano attraverso il quale la sua esperienza riflette ciò che tutti noi abbiamo vissuto durante il periodo del lockdown.

Diego de Silva, I valori che contano, Einaudi editore. Irriverente, ironico e pungente, ma anche riflessivo e tremendamente bello da leggere. La storia raccontata da Diego de Silva ci accompagna in un’altra avventura dell’avvocato Malinconico. Solo a Vincenzo Malinconico possono accadere fatti assurdi, e così si trova dinanzi all’uscio di casa una ragazza svestita e in fuga. Cerca un nascondiglio per non essere beccata dai carabinieri. C’è stata una retata nel bordello che si trova al quarto piano della palazzina in cui vive Malinconico e lui la lascia entrare. Non sa neppure se è maggiorenne, non sa chi sia e forse se lo avesse saputo non l’avrebbe accolta in casa rischiando una denuncia. Il peggio inizia quando il carabiniere gli va a chiedere informazioni e lui con mezze frasi e tante battute riesce a scamparla mentre la ragazza è in casa sua. Quando però scopre che la giovane che ha aiutato è la figlia del sindaco, le cose si complicano per davvero. Sarà lui a occuparsi del suo caso e ad aiutare persino un sindaco con cui inizialmente ci sono parecchi scontri. Viene a galla un’umanità sorprendente, viene fuori l’uomo acuto, attento agli altri, affettuoso e che dà un significato diverso alle cose che contano.

Concludiamo questa sezione segnalando di Francesco Piccolo, Momenti di trascurabile felicità, volume terzo, Einaudi editore. In questo volume, Piccolo, a distanza di quattro anni dal secondo della serie, ci ricorda perché quelli che noi consideriamo momenti irrilevanti sono, in realtà, proprio quelli che rendono la vita autentica e speciale. Con il suo stile fresco, ironico, dolce-amaro, lo scrittore ci catapulta nel suo mondo di momenti trascurabili, fatto di tic, figuracce, dimenticanze, riflessioni e dilemmi irrisolvibili.

Nella sezione narrativa straniera segnaliamo innanzitutto il caso letterario di questa estate, Valérie Perrin, Cambiare l’acqua  ai fiori,  Edizioni E/O.  Protagonisti sono Violette e Philippe. Violette  è una ragazza abbandonata alla nascita, affidata a diverse famiglie, finché facendo la barista in un locale incontra un uomo biondo, riccioluto, bellissimo di cui si innamora perdutamente. Philippe Toussaint, quest’ultimo è attratto dalla strana ragazza, crede di amarla, gli è infedele, l’abbandona spesso, finché lei resta incinta. Cambiare l’acqua ai fiori è un romanzo affascinante e Violette rimane un personaggio femminile davvero indimenticabile, permeato di grazia, di generosità malgrado il dolore che ne ha necessariamente cambiato i connotati interni.

L’autrice del bestseller “L’eleganza del riccio” torna con una fiaba storica, secondo capitolo del suo “Vita degli elfi”. Muriel Burbery ha dato alle stampe, Uno strano paese, edizioni E/O. Le atmosfere non sono nuove per chi ha amato la Barbery di Vita degli Elfi, di cui questo romanzo è una ideale prosecuzione. Ispirato ampiamente all’estetica asiatica e giapponese, è un libro in cui si mischiano umorismo e considerazioni metafisiche. Benché vi si ritrovino i personaggi di ”Vita degli elfi”, uscito nel 2016, è un romanzo autonomo che può essere letto indipendentemente da quella prima parte. In quanto riflessione sugli eterni tormenti delle civiltà, sulla vita dei morti e sul potere della poesia, ”Uno strano paese” è allo stesso tempo un racconto imbevuto di magia, un romanzo d’avventura e fantasy, una meditazione e un invito all’immaginazione e al sogno.

Banana Yoshimoto, Dolce domani, Feltrinelli editore. Sayoko e Yōichi hanno avuto un incidente, lei è rimasta gravemente ferita, lui invece non c’è più. La loro era una storia bellissima, in cui la scarsa volontà di impegnarsi era compensata da un amore profondo e libero, e senza di lui Sayoko si sente vuota, o forse, come le dice l’amico okinawano Shingaki, deve solo andarsi a riprendere il suo mabui. È proprio la ricerca del mabui,  una cosa che somiglia molto all’anima e che vedrà impegnata la protagonista è il tema centrale di un romanzo che, con profondità e delicatezza, racconta il dolore e la rinascita di chi è sopravvissuto alla morte di qualcuno che amava.

Concludiamo questa lunga carrellata con due importanti autori, il primo è Salman  Rushdie, autore già dei Versetti satanici, oggi in libreria con Quichotte, Mondadori. Una rivisitazione in chiave post moderna dell’opera di Cervantes, gli elementi essenziali ci sono tutti, a partire dai protagonisti: il Cavaliere dalla triste figura e Sancho. L’uno è innamorato dì una Dulcinea-star televisiva e decisamente avviato su mistici cammini; l’altro, figlio da lui concepito senza donna ma forse non senza peccato, “con la sola forza del suo desiderio e grazie al favore delle stelle”, ha “una natura incline al sarcasmo”; e per giunta deve ancora divenire del tutto umano. Da Cervantes passiamo così a Pinocchio, con tanto di grillo parlante e fata turchina (bionda, obesa, americana). Un libro che racconta molte storie contemporaneamente su più livellii.

Infine ricordiamo  John Grisham, L’ultima storia, Mondadori editore. E’ piena estate e a Camino Island sta per  abbattersi un uragano di proporzioni allarmanti. Il governatore della Florida ordina a tutti gli abitanti l’immediata evacuazione dell’isola. La maggior parte fugge sulla terraferma, ma Bruce Cable, noto libraio e collezionista di libri antichi, nonché animatore della vita culturale dell’isola, decide di rimanere sul posto. Come previsto, l’uragano devasta ogni cosa, abbattendo alberi e danneggiando gravemente abitazioni, alberghi e negozi, e purtroppo ci sono delle vittime. Tra queste Nelson Kerr, un noto scrittore di thriller amico di Bruce. Ma la furia della tempesta non sembra essere stata la causa della sua morte. Si è soliti associare la penna di John Grisham ai legal thriller, invece, in questo caso, l’autore sorprende il lettore intessendo un romanzo che unisce alla finzione narrativa problematiche reali.

Come al solito attendiamo le vostre richieste, con l’augurio che sia una estate di riposo e tanta lettura…

Gg